OBBLIGO RINNOVABILI NEGLI EDIFICI, NORME AGGIORNATE PER OGNI REGIONE - FGB ENGINEERING
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OBBLIGO RINNOVABILI NEGLI EDIFICI, NORME AGGIORNATE PER OGNI REGIONE

OBBLIGO RINNOVABILI NEGLI EDIFICI, NORME AGGIORNATE PER OGNI REGIONE

Da qualche tempo oramai stiamo consigliando ai nostri Clienti di riqualificare anche energeticamente i propri immobili, anche nelle ristrutturazioni. Nei prossimi mesi andremo ad aprire diversi cantieri, in cui inseriremo sempre materiali eco-compatibili ed impianti da fonti rinnovabili, perché FGB ENGINEERING ha scelto la strada della sostenibilità in tutti i propri interventi edilizi ed impiantistici, ed in tutti i propri progetti integrati.

A questo proposito pubblichiamo un interessantissimo articolo di Qualenergia.it, che riscontra la nostra mission, visto che andremo comunque ad intervenire in diverse regioni italiane.

“L’obbligo di coprire con fonti rinnovabili parte del fabbisogno energetico degli edifici nuovi o ristrutturati è applicato in maniera diversa nelle varie Regioni e in vaste aree del Paese rimane ancora non normato. La fotografia aggiornata della situazione Regione per Regione.

La normativa comunitaria e nazionale pone nuove sfide di sostenibilità all’edilizia, ma queste norme molto spesso perdono di efficacia quando poi tocca alle Regioni dar seguito ai provvedimenti nazionali, introducendo criteri, riferimenti, controlli e sanzioni. Tra le diverse realtà regionali emergono, infatti, notevoli differenze in materia di regole sulle prestazioni energetiche in edilizia.

Una fotografia dettagliata della situazione emerge dall’ultimo rapporto Oise su innovazione e sostenibilità nel settore edilizio, curato da Feneal, Filca, Fillea e Legambiente. Abbiamo parlato qui delle regole su certificazione energetica e requisiti minimi. Anche per quanto riguarda l’obbligo di usare fonti rinnovabili la situazione in Italia è senza dubbio variegata.

La situazione Regione per Regione

Alcune Regioni hanno introdotto obblighi per spingere la diffusione del solare termico prima dell’introduzione del Decreto 28/2011. Lo hanno fatto spesso chiedendo una produzione minima del 50% di acqua calda sanitaria da fonti rinnovabili per le nuove costruzioni e nei casi in cui viene rinnovato l’impianto termico. Tale requisito è in vigore in Lombardia, Provincia di Trento e Liguria; lo stesso obbligo, applicato anche nei casi di ristrutturazione per almeno il 20% del volume, è in vigore in Umbria e Lazio.

La Regione Piemonte è l’unica ad aver portato l’obbligo per le nuove costruzioni, e nei casi di nuova installazione degli impianti termici, al livello minimo del 60%.

Per la Provincia di Bolzano vale un discorso a parte poiché l’obbligo di installazione di fonti rinnovabili è in vigore per il 100% di produzione elettrica e di acqua calda sanitaria nel caso in cui si voglia ottenere la certificazione CasaClimaPiù.

Il caso dell’Emilia Romagna è sicuramente uno dei più interessanti, perché in questa Regione non si è deciso solamente di ribadire quanto previsto dal Decreto 28/2011, ma si è cercato di andare oltre anticipando ed aumentando i requisiti previsti.

È diventato infatti obbligatorio per i nuovi edifici e nei casi di ristrutturazione soddisfare, oltre al 50% del fabbisogno di acqua calda sanitaria con energie rinnovabili termiche, anche il 35% dei consumi di energia termica, mentre a partire dal primo gennaio 2015 il requisito è salito al 50%. Per quanto concerne la parte elettrica dei fabbisogni in Emilia Romagna si è stabilito l’obbligo di installare 1 kW di potenza da rinnovabili per unità abitativa in aggiunta alla potenza installata basata sulla grandezza della superficie dell’edificio come previsto dal Decreto 28/2011. Anche la Regione Valle d’Aosta ha recentemente legiferato sulle energie rinnovabili in edilizia, recependo con il D.G.R. 488/2013 gli obblighi previsti a livello nazionale.

Tra le realtà negative rientra la Toscana che aveva fissato nella Legge Regionale del 2005 l’obbligo del solare termico, vincolo purtroppo ancora non entrato in vigore vista l’assenza dei decreti attuativi.

In Campania invece per entrare in vigore l’obbligo deve passare per un recepimento da parte dei Comuni nei singoli Regolamenti Edilizi. Anche in Puglia è previsto l’obbligo di installazione di pannelli fotovoltaici da introdurre nei Regolamenti Edilizi Comunali.

Per tutte le altre Regioni nessuna norma specifica questo tipo di richiesta.

Tornando a guardare oltre all’obbligo di rinnovabili le normative sull’efficienza energetica degli edifici in generale, la situazione delle Regioni italiane appare oggi molto diversa e articolata. Sicuramente si configurano come quelle all’avanguardia per aver applicato norme di sostenibilità le due Province Autonome di Trento e Bolzano, la Lombardia ed il Piemonte dove vengono affrontati in maniera completa tutti gli aspetti considerati e dove, inevitabilmente, già da alcuni anni si possono trovare esempi positivi di come un nuovo modo di progettare e costruire sia concretamente possibile. In Valle d’Aosta c’è da registrare il positivo recepimento dell’obbligo sulle fonti rinnovabili che si unisce ad un sistema avviato di certificazione energetica.

In Emilia Romagna, Liguria e Puglia si sono mosse innovazioni positive. Nel primo e nel secondo caso non si raggiunge un risultato migliore soltanto per la mancanza di un concreto sistema di controlli e sanzioni su come vengono attuate le norme previste; a tal proposito, specialmente in Emilia Romagna, basterebbe estendere le verifiche su un campione di edifici più consistente rispetto al 5% considerato attualmente.

In Puglia invece manca un vero e proprio obbligo sulle fonti di energia rinnovabili, ma è evidente come questa sia l’unica

In Lazio e Umbria, le Leggi Regionali non prevedono parametri cogenti sull’efficienza energetica come non sono specificati sistemi di controlli e sanzioni in caso di mancata certificazione energetica, anche se un passo in avanti è stato fatto sull’obbligo delle fonti rinnovabili e, per quanto riguarda l’Umbria, sui temi del risparmio idrico e del recupero delle acque piovane.

Il Friuli Venezia Giulia ha fatto passi avanti negli ultimi anni soprattutto grazie ai controlli che vengono effettuati sui nuovi edifici sia in fase di progetto, sia con due verifiche in cantiere da parte dei tecnici dell’agenzia regionale per l’energia, mentre una mancanza ancora importante è quella relativa all’obbligo delle energie rinnovabili.

In intere aree del Paese purtroppo non esistono Leggi Regionali dove sono previsti obblighi sui rendimenti energetici degli edifici, sull’uso delle rinnovabili e sulla certificazione energetica.

La Toscana ad esempio, regione dove si è messo in atto un sistema di certificazione che però risulta completamente inadeguato. In Veneto, unica regione del nord Italia, e poi nelle Marche, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna, Sicilia e Abruzzo ancora non ci sono provvedimenti che vadano al di là della generica promozione della sostenibilità in edilizia.”

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